La sicurezza delle informazioni è oggi uno degli aspetti più delicati per moltissime realtà. Ciò vale, in particolar modo, per tutte quelle aziende e professioni che si occupano di tematiche finanziarie, come assicurazioni, società di investimento e di gestione patrimoniale, agenzie immobiliari e anche testate giornalistiche.

Ciò che accomuna dette realtà è lo scambio, su base quotidiana, di numerose informazioni di natura finanziaria e patrimoniale, ritenute particolarmente sensibili, mediante il proprio smartphone.

Proprio lo smartphone, come strumento di lavoro, è in forte ascesa: a titolo esemplificativo, ben il 77% dei giornalisti usa questo tipo di device mobile come strumento per lavorare (Fonte: Osservatorio AGCOM), potendo con un singolo strumento svolgere una lunga serie di attività essenziali in modo estremamente versatile. Tra queste:

  • predisposizione e invio di allegati;
  • videochiamate e call conference, anche di gruppo;
  • ottenimento di immagini e video in tempo reale;
  • editing di testi, immagini e video;
  • raccolta di informazioni dal web.

Per tale ragione, si rende necessario implementare degli strumenti che, preservando la semplicità di utilizzo dello smartphone o del tablet, non mettano l’utente a rischio nello svolgimento di ognuna delle attività richieste dalla professione, e tutelino le fonti da intrusioni e attacchi hacker.

La vulnerabilità delle informazioni finanziarie

Come anticipato, gran parte del lavoro dei professionisti che operano in ambito finanziario e, in particolare, testate editoriali, assicurazioni, e società di investimento, consiste nel raccogliere documenti contenenti informazioni relative ad argomenti finanziari, patrimoniali, personali, strategici e interloquire con gli interessati.

Ad esempio, per chi opera in ambito assicurativo è essenziale raccogliere informazioni dai propri clienti che consentano di gestire correttamente le pratiche, i sinistri, le polizze vita, le gestioni patrimoniali; per i giornalisti, invece, il mantenimento e la costruzione nel tempo di una solida rete di relazioni con persone che operano all’interno di aziende, enti ed istituzioni pubbliche, costituiscono un elemento chiave nella fase di reperimento delle notizie, opinioni e anticipazioni necessarie per la costruzione di news autorevoli e veritiere.

Quest’ultimo aspetto vale soprattutto per le testate giornalistiche specializzate che si occupano di temi sensibili, come gli investimenti ed i mercati azionari, per le quali la rete di relazioni con le istituzioni e il tessuto produttivo finanziario ed economico italiano, rappresentano un elemento a valore aggiunto che necessita di particolare tutela.

Allo stesso modo, le organizzazioni che trattano una quantità ingente di informazioni finanziarie devono garantire che gli stessi siano al sicuro da accessi non autorizzati che potrebbero comportare un danno ingente per la società o per l’interessato cui i dati si riferiscono.

La rilevanza del rapporto fiduciario tra il giornalista e le sue fonti è valorizzata anche dalle norme professionali, che impongono al giornalista di osservare il segreto professionale e tutelare la segretezza delle fonti.

Tant’è che, stando alle statistiche di AGCOM, l’85% delle fonti utilizzate sono dirette, ossia derivanti da documenti originali e testimonianze, con raccolta delle informazioni prevalentemente mediante telefono, sistemi di messaggistica istantanea o incontri personali (riservati allo scambio delle informazioni più sensibili).

Tuttavia, la pandemia da COVID-19 ha costretto molti giornalisti a mutare il sistema di fonti: sulla base degli studi condotti da AGCOM, le fonti giornalistiche dirette sono state utilizzate solo da 6 giornalisti su 10, rendendo più complesso reperire delle informazioni di interesse.

Allo stesso modo, gran parte delle informazioni finanziarie trattate in ambito assicurativo, immobiliare, bancario e patrimoniale, transitano da canali tradizionali non sempre adeguatamente protetti, con incremento del rischio derivante da attacchi informatici.

Crypty per la comunicazione sicura

Le testate giornalistiche e i professionisti del settore finanziario, nel contesto descritto, si trovano dunque dinanzi alla difficoltà di reperire un nuovo canale di comunicazione che sia allo stesso tempo sicuro ed efficiente, e consenta di preservarne la riservatezza mantenendo, al contempo, i rapporti in essere senza perdere il carattere di immediatezza e di semplicità tipico degli strumenti di comunicazione tradizionalmente utilizzati.

A tal scopo, Crypty fornisce ai propri clienti un pacchetto di abbonamenti annuali, che la testata destina a giornalisti, addetti stampa (per i contatti di routine) e alle fonti principali con le quali sono in corso delle inchieste.

Non richiedendo l’applicazione alcuna competenza tecnica specifica per poter essere utilizzata, e garantendo la medesima user experience e semplicità d’utilizzo delle classiche app di messaggistica istantanea, la sua implementazione è immediata e permette la prosecuzione diretta delle interlocuzioni quotidiane con le fonti e con gli ulteriori interessati.

Le utenze destinate alle fonti, inoltre, una volta conclusa l’inchiesta, possono essere agevolmente rigenerate e destinate a nuove inchieste, nella massima sicurezza. Lo stesso vale per qualsiasi altro interlocutore che abbia la necessità di interagire con l’organizzazione per scambiare informazioni finanziarie particolarmente sensibili.

Ciò che distingue Crypty dalle altre app di messaggistica istantanea gratuita, sta nel suo essere pensata appositamente per garantire la massima sicurezza delle conversazioni.

Grazie a Crypty, è infatti possibile, ad esempio:

  • garantire l’anonimato, non richiedendo l’app l’inserimento di alcun tipo di dati personali;
  • tutelare chat e chiamate da intrusioni;
  • proteggere i sistemi da malware trojan e intrusioni.
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