All’interno di uno studio legale, uno degli aspetti più delicati da gestire riguarda la comunicazione con i propri clienti, nel rispetto dei principi di riservatezza che regolano l’esercizio della professione: al fine di dirimere le diverse questioni legali di volta in volta poste all’attenzione dello studio, infatti, i clienti di uno studio condividono con i professionisti numerose informazioni, spesso a cadenza giornaliera, via mail o telefonate.

Le problematiche di sicurezza degli studi legali

Tra le diverse informazioni di cui lo studio legale viene reso partecipe vi possono essere sia informazioni personali – legate, ad esempio, ad aspetti finanziari, patrimoniali, o sanitari del cliente e delle persone a lui vicine – che informazioni aziendali, le quali necessitano in egual modo di rigorosa tutela, al fine di preservarne il valore.

Ciò vale, in particolar modo, per gli studi che si occupano di fornire consulenza legale, anche su base continuativa, per medie e grandi aziende, e che, pertanto, devono garantire la massima riservatezza delle telefonate per proteggere il know-how e i segreti industriali.

Complice anche lo smart working e la crescente digitalizzazione della professione legale, gran parte della comunicazione con i clienti avviene oggi per mezzo di differenti strumenti, tra cui telefonate, messaggi, videoconferenze, e-mail.

Le telefonate, tuttavia, costituiscono allo stato attuale uno dei mezzi di comunicazione più esposti al rischio di intrusioni non autorizzate, non essendo applicati alle stesse sistemi di sicurezza avanzati che ne tutelino il contenuto e ne garantiscano la tutela da possibili intrusioni non autorizzate.

Per garantire la massima riservatezza delle telefonate è comunque possibile utilizzare diversi strumenti, sebbene alcuni di essi mal si adattino alle necessità di uno studio legale.

Telefonate criptate con i cellulari anti-intercettazione

Tra gli strumenti che è possibile utilizzare per proteggere il contenuto delle telefonate svolte con colleghi e clienti da intrusioni non autorizzate, vi sono i cellulari anti-intercettazione: si tratta di dispositivi progettati proprio allo scopo di criptare i dati audio mediante protocolli di tipo militare e permettere di telefonare in totale sicurezza.

Tuttavia, tali dispositivi presentano numerose criticità, soprattutto di natura tecnica:

  • Difficoltà di utilizzo: usufruendo di sistemi operativi proprietari, in luogo dei più comuni iOS o Android, richiedono competenze tecniche più elevate per poter essere correttamente utilizzati;
  • Infrastruttura blindata e vincolata: in quanto finalizzati esclusivamente a garantire la totale sicurezza delle telefonate, i cellulari anti-intercettazione impediscono all’utilizzatore di usufruire di qualunque funzionalità accessoria (come, a titolo esemplificativo, il navigatore GPS, il Bluetooth per connettere dispositivi esterni, o la fotocamera) e di installare applicazioni dagli store. Detta circostanza li rende estremamente inadatti ad essere utilizzati nell’operatività quotidiana, al posto degli smartphone cui siamo oggi abituati;
  • Impossibilità di utilizzare la rete mobile per effettuare chiamate, potendo usufruire esclusivamente del protocollo VoIP (e, quindi, della rete dati), essendo il telefono sganciato dai canali di comunicazione su rete mobile;
  • Impossibilità di effettuare chiamate criptate verso dispositivi comuni: ne consegue che, al fine di evitare intercettazioni, anche l’interlocutore dovrà dotarsi di un cellulare anti-intercettazione;
  • Costo elevato, rispetto ai normali smartphone presenti sul mercato.

Sulla scorta di quanto evidenziato, appare chiaro che si tratta di dispositivi molto complessi, destinati ad essere utilizzati in contesti militari. L’acquisto di questi sistemi avviene nei contesti specifici rivolti esclusivamente ai soggetti della Difesa, esiste poi un mercato che si muove spesso ai limiti della legalità, essendo i telefoni anti-intercettazione diffusi prevalentemente nel settore della criminalità organizzata, e venduti mediante dei canali non sempre trasparenti.

Telefonate criptate sicure con le app di messaggistica

L’avanzamento tecnologico consente oggi di effettuare telefonate criptate anche mediante strumenti ben più versatili e semplici rispetto ai cellulari anti-intercettazione: le app di messaggistica istantanea.

Quest’ultime rappresentano la soluzione più semplice per poter comunicare in sicurezza con clienti e colleghi, presentando funzionalità e caratteristiche di utilizzo che rappresentano un valore aggiunto per gli studi professionali:

  • Semplicità e immediatezza di utilizzo;
  • Piena compatibilità con i sistemi operativi Android e iOS;
  • Possibilità di utilizzare le app anche in versione desktop;
  • Utilizzo di protocolli di crittografia end-to-end;
  • Possibilità di usufruire di funzioni aggiunte, come l’invio di allegati e le videoconferenze.

Tuttavia, non tutte le app di messaggistica consentono di effettuare telefonate criptate: per tale motivazione occorre optare per soluzioni, fra quelle disponibili sul mercato, che applichino protocolli di crittografia avanzati anche ai pacchetti audio, siano dotate di rigorosi requisiti di sicurezza sull’interezza dell’infrastruttura tecnologica, garantiscano ugualmente l’anonimato, non memorizzino informazioni, e che siano conformi alle normative sul trattamento dei dati personali, dovendo essere utilizzate in contesti professionali sottoposti a rigorosi standard di sicurezza e riservatezza delle informazioni.

White paper - Comunicazione criptata